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Lex Family

Rubrica di informazione giuridica familiare, che offre contenuti chiari e affidabili sui diritti, i doveri delle persone e delle famiglie, sia in ambito civile sia in ambito penale. Aiuta a orientarsi tra norme, procedure, documenti e casi concreti della vita quotidiana, per affrontare con maggiore consapevolezza le situazioni legali che riguardano grandi e piccoli.

Cauzione sull'affitto: sì, ti spettano gli interessi (e il contratto non può toglierteli)
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Cauzione sull'affitto: sì, ti spettano gli interessi (e il contratto non può toglierteli)

Mariano Aliberti Lex Family 10 Settembre 2026

Hai versato due o tre mensilità di cauzione quando hai firmato il contratto di affitto? Quella somma non è "ferma" nelle tasche del proprietario: per legge produce interessi che spettano a te. Pochi inquilini lo sanno, e ancora meno li chiedono. Vediamo cosa dice la normativa, con riferimenti precisi da usare anche in una lettera al locatore.

In questo articolo trovi:

✅ La norma che riconosce gli interessi sulla cauzione ✅ Quanto valgono (con la tabella dei tassi anno per anno) ✅ Cosa succede se il contratto dice "cauzione infruttifera" ✅ Quando e come chiederli, e in quanto tempo si prescrivono ✅ Un esempio pratico con i conti fatti


📜 La norma di riferimento: art. 11 della legge 392/1978

Il diritto agli interessi è scritto nero su bianco nell'art. 11 della legge 27 luglio 1978, n. 392 (la cosiddetta "legge sull'equo canone"), che stabilisce due regole:

  1. il deposito cauzionale non può superare tre mensilità del canone;
  2. il deposito è produttivo di interessi legali, che devono essere corrisposti al conduttore alla fine di ogni anno.

⚠️ Attenzione a un dubbio frequente: la legge 431/1998, che ha riformato le locazioni abitative, ha abrogato molte norme della 392/1978 (art. 14 L. 431/1998), ma non l'art. 11, che resta pienamente in vigore sia per gli affitti a uso abitativo sia per quelli a uso diverso (negozi, uffici, laboratori).


💶 Quanto valgono gli interessi

Il tasso è quello legale, previsto dall'art. 1284, comma 1, del Codice civile e aggiornato ogni anno dal Ministero dell'Economia e delle Finanze con decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale entro il 15 dicembre.

Per il 2026 il tasso è fissato all'1,60% annuo dal D.M. MEF 10 dicembre 2025 (G.U. n. 289 del 13 dicembre 2025).

Ecco i tassi degli ultimi anni, utili per fare i conti su un contratto in corso:

Anno Tasso legale
2019 0,80%
2020 0,05%
2021 0,01%
2022 1,25%
2023 5,00%
2024 2,50%
2025 2,00%
2026 1,60%

Gli interessi si calcolano anno per anno con il tasso in vigore in quel periodo: non si applica un unico tasso a tutta la durata del contratto.


❌ "La cauzione è infruttifera": una clausola nulla

Molti contratti contengono una frase del tipo "il deposito cauzionale non produrrà interessi" oppure "il conduttore rinuncia agli interessi sulla cauzione". Questa clausola non ha alcun valore.

La Corte di Cassazione lo ha affermato più volte: l'obbligo del locatore di corrispondere gli interessi legali sulla cauzione ha natura imperativa, perché tutela il contraente più debole e impedisce che la cauzione si trasformi, tramite i frutti incassati dal proprietario, in un aumento nascosto del canone. Di conseguenza ogni clausola contraria è nulla.

Riferimenti giurisprudenziali:

  • Cass. civ., sez. III, 19 agosto 2003, n. 12117 – natura imperativa dell'art. 11 e nullità delle clausole difformi
  • Cass. civ., sez. III, 3 maggio 2004, n. 8330 – conferma dello stesso principio
  • Cass. civ., sez. III, 8 gennaio 2010, n. 75 – ulteriore conferma
  • Cass. civ., sez. III, 15 ottobre 2002, n. 14655 – gli interessi sono irrinunciabili e sono dovuti senza bisogno di richiesta dell'inquilino

La nullità della singola clausola non travolge il resto del contratto: l'affitto resta valido, semplicemente la clausola si considera come non scritta e si applica la legge.


📅 Quando vanno pagati (e cosa succede se il proprietario non lo fa)

La legge dice "alla fine di ogni anno". Nella pratica quasi nessun proprietario versa gli interessi ogni dicembre, e la Cassazione ha ammesso che possano essere corrisposti tutti insieme al termine della locazione, insieme alla restituzione del deposito (Cass. civ., sez. III, n. 25136/2006).

Il punto fermo è che alla riconsegna delle chiavi il proprietario deve restituire cauzione più interessi maturati (Cass. n. 14655/2002). L'obbligo di restituzione scatta subito al rilascio dell'immobile: se il locatore trattiene la somma senza avviare una causa per i danni, l'inquilino può ottenere un decreto ingiuntivo (Cass. civ., sez. III, n. 18069/2019; Cass. civ. n. 3882/2015).

⏳ Prescrizione: il diritto agli interessi si prescrive in 5 anni (art. 2948, n. 4, Codice civile), perché si tratta di una prestazione periodica annuale. Se il contratto dura 8 anni e non hai mai ricevuto nulla, puoi comunque recuperare gli interessi degli ultimi cinque. Per non perdere le annualità più vecchie basta una raccomandata o PEC di richiesta, che interrompe la prescrizione (art. 2943 c.c.).


🧮 Esempio pratico

Canone di 800 € al mese, cauzione di 2.400 € (tre mensilità), contratto dal 1° gennaio 2022 al 31 dicembre 2025.

Anno Tasso Interessi
2022 1,25% 30,00 €
2023 5,00% 120,00 €
2024 2,50% 60,00 €
2025 2,00% 48,00 €
Totale   258,00 €

Alla riconsegna dell'appartamento il proprietario deve restituire 2.658 €, non 2.400 €. Non è una cifra enorme, ma è denaro tuo: e su un contratto lungo, o con canoni più alti, il conto sale.


✍️ Come chiederli in pratica

  1. Rileggi il contratto: se c'è una clausola che esclude gli interessi, sai già che è nulla.
  2. Fai i conti anno per anno con la tabella dei tassi.
  3. Scrivi al proprietario (raccomandata A/R o PEC) citando l'art. 11 L. 392/1978 e chiedendo il pagamento degli interessi maturati; puoi farlo durante il contratto o insieme alla richiesta di restituzione della cauzione.
  4. Se non ottieni risposta, puoi rivolgerti a un'associazione inquilini o a un avvocato: per somme così contenute è spesso sufficiente una diffida legale, e in caso di causa resta possibile il decreto ingiuntivo.

📌 In sintesi

✅ La cauzione produce interessi legali per legge (art. 11 L. 392/1978)
✅ Il tasso 2026 è l'1,60% (D.M. MEF 10/12/2025)
✅ Le clausole "cauzione infruttifera" sono nulle (Cass. 12117/2003, 8330/2004, 75/2010)
✅ Gli interessi sono dovuti anche senza richiesta e vanno restituiti al rilascio con la cauzione (Cass. 14655/2002)
✅ Si prescrivono in 5 anni (art. 2948 n. 4 c.c.): una PEC interrompe il termine

⚖️ Questo articolo ha uno scopo informativo: ogni situazione è diversa e non sostituisce il parere di un professionista.

💬 Hai un dubbio sul tuo contratto? Scrivi ai consulenti LexFamily: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


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Congedo di Maternità 2026: la Guida Completa per TUTTE le Lavoratrici
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Congedo di Maternità 2026: la Guida Completa per TUTTE le Lavoratrici

Redazione FiscoFamily Lex Family 20 Agosto 2026
  • #congedomaternita #tutelagiuridica

Aspettare un bambino è una gioia immensa… ma anche un momento in cui servono risposte chiare: quanto durerà il mio congedo? Quanto mi pagheranno? E se sono autonoma, precaria o disoccupata? 💬 In questa guida facciamo chiarezza per ogni categoria di lavoratrice, con esempi pratici, importi aggiornati al 2026 e tutti i link ufficiali per approfondire. 👇


📌 Cos'è il congedo di maternità

Il congedo di maternità è il periodo di astensione obbligatoria dal lavoro riconosciuto alla mamma lavoratrice, disciplinato dal Testo Unico maternità/paternità (D.Lgs. 151/2001). ⏳ Durata: 5 mesi complessivi, distribuibili in tre modi:

  • 🗓️ 2+3 (ordinaria): 2 mesi prima della data presunta del parto + 3 mesi dopo
  • 🗓️ 1+4 (flessibilità): 1 mese prima + 4 dopo, con certificato medico che attesti l'assenza di rischi
  • 🗓️ 0+5 (tutto dopo il parto): possibile solo con certificazione del ginecologo e del medico competente ⚠️ Durante il congedo è vietato lavorare: è un diritto indisponibile, costituzionalmente tutelato. 🔗 Normativa completa: D.Lgs. 151/2001 su Normattiva

👩‍💼 1. Lavoratrici DIPENDENTI (private e pubbliche)

💶 Indennità INPS: 80% della retribuzione media giornaliera (calcolata sull'ultimo periodo di paga prima del congedo). ✨ Buone notizie:

  • Molti CCNL integrano fino al 100% a carico del datore di lavoro (Commercio, Metalmeccanici, Terziario…): controlla il tuo contratto!
  • 🆕 Dal 2025 (Legge di Bilancio 2024) le mamme con almeno 2 figli (di cui uno sotto i 10 anni) ricevono l'indennità al 100% per il periodo obbligatorio
  • Durante il congedo maturano ferie, tredicesima e TFR come se stessi lavorando! 🎉

    🧮 Esempio pratico – Giulia, impiegata, €1.600 lordi/mese: Retribuzione giornaliera ≈ €53,33 → indennità INPS ≈ €42,66/giorno ≈ €1.280/mese. Se il suo CCNL integra al 100%, percepisce l'intero stipendio. Se ha già 2 figli, l'INPS paga direttamente il 100%. 📤 Domanda: online sul sito INPS (SPID/CIE/CNS) prima dell'inizio del congedo, oppure tramite patronato. Il datore di lavoro va comunque informato. 🔗 INPS – Indennità congedo di maternità lavoratrici dipendenti

🌾 2. Lavoratrici AGRICOLE (OTI e OTD)

💶 Anche qui 80% della retribuzione media giornaliera, ma con una tutela in più: per il 2026 la base di calcolo non può scendere sotto €51,70/giorno, quindi l'indennità minima è €41,36/giorno. 👩‍🌾 Le braccianti a tempo determinato (OTD) hanno diritto all'indennità se risultano iscritte negli elenchi agricoli con almeno 51 giornate nell'anno precedente.

🧮 Esempio – Fatima, bracciante stagionale: anche se nei mesi del congedo non avrebbe lavorato, percepisce almeno €41,36 al giorno per tutti i 5 mesi, pagati direttamente dall'INPS.


🏠 3. COLF, BADANTI e lavoratrici domestiche

💶 Indennità all'80%, calcolata sulle retribuzioni convenzionali, pagata direttamente dall'INPS sul conto della lavoratrice (il datore di lavoro domestico non anticipa nulla). ✅ Requisito: 26 contributi settimanali nell'ultimo anno oppure 52 negli ultimi due anni prima del congedo. 🧮 Esempio – Elena, badante convivente: con i contributi in regola, presenta domanda online all'INPS e riceve il bonifico direttamente, senza passare dalla famiglia datrice di lavoro.


🛍️ 4. Lavoratrici AUTONOME (artigiane, commercianti, coltivatrici dirette)

💶 Indennità pari all'80% della retribuzione convenzionale stabilita ogni anno per legge (non del guadagno reale!): nel 2026 parliamo indicativamente di €2.000-2.200 totali per i 5 mesi. 🔑 Differenze importanti:

  • NON c'è obbligo di astensione: puoi continuare a lavorare e percepire comunque l'indennità! 💪
  • La domanda si presenta DOPO il parto (entro 1 anno dalla fine del periodo indennizzabile)
  • Requisito: regolarità contributiva con la propria gestione INPS 🧮 Esempio – Chiara, parrucchiera con partita IVA artigiani: continua a gestire il salone part-time dopo il parto e riceve comunque l'indennità piena per i 5 mesi. 🔗 INPS – Indennità di maternità lavoratrici autonome

💻 5. GESTIONE SEPARATA (freelance, co.co.co., forfettarie senza cassa)

💶 Indennità pari all'80% di 1/365 del reddito dichiarato nei 12 mesi precedenti, per circa 5 mesi. ✅ Requisito: almeno 3 mesi di contributi con aliquota maggiorata nei 12 mesi prima del congedo. ✨ Tutela rafforzata: per le iscritte alla Gestione Separata esiste anche l'automaticità delle prestazioni (se il committente non ha versato i contributi dovuti, l'indennità spetta comunque per le co.co.co.) e NON c'è obbligo di astensione dal lavoro. 🧮 Esempio – Martina, grafica freelance in regime forfettario, reddito €18.000: €18.000 ÷ 365 = €49,31/giorno → 80% = €39,45/giorno → per ~152 giorni ≈ €6.000 totali. 🔗 INPS – Maternità Gestione Separata


⚖️ 6. LIBERE PROFESSIONISTE con Cassa (avvocate, architette, psicologhe, commercialiste…)

Chi è iscritta a una cassa professionale privata (Cassa Forense, Inarcassa, ENPAP, CNPADC…) riceve l'indennità dalla propria cassa, non dall'INPS. 💶 In genere: 80% dei 5/12 del reddito professionale dichiarato nel secondo anno precedente, con importi minimi e massimi fissati da ogni cassa. 🧮 Esempio – Avv. Laura, reddito 2024 di €30.000: 5/12 di €30.000 = €12.500 → 80% = €10.000 (salvo minimi/massimi di Cassa Forense). 📤 Domanda direttamente alla propria cassa, di solito dal 6° mese di gravidanza. Controlla il regolamento della tua cassa! 📖


📄 7. DISOCCUPATE con contributi recenti

Non tutte sanno che l'indennità di maternità spetta anche a molte disoccupate! 🙌 ✅ Hai diritto all'indennità INPS (80%) se il congedo inizia:

  • entro 60 giorni dall'ultimo giorno di lavoro, oppure
  • entro 180 giorni dall'ultimo giorno di lavoro, se hai 26 contributi settimanali nei 2 anni precedenti (per chi ha svolto lavori esclusi dal contributo di disoccupazione) 💡 Se percepisci la NASpI, l'indennità di maternità sostituisce la NASpI per i 5 mesi (e la NASpI riprende dopo, prolungata di pari periodo). 🧮 Esempio – Sara, contratto scaduto 40 giorni prima dell'inizio del congedo: ha diritto all'80% dell'ultima retribuzione per tutti i 5 mesi, pagata direttamente dall'INPS.

🏡 8. CASALINGHE e mamme SENZA copertura contributiva

Anche chi non lavora ha una tutela: l'Assegno di maternità dei Comuni (art. 74 D.Lgs. 151/2001). 💛 💶 Importo 2026: €413,10 al mese per 5 mensilità = €2.065,50 totali, pagati dall'INPS in un'unica soluzione. ✅ Requisiti:

  • ISEE minorenni non superiore a €20.668,26 (valore 2026)
  • Nessuna indennità di maternità (o indennità inferiore all'assegno: in tal caso spetta la quota differenziale)
  • Residenza in Italia e cittadinanza italiana/UE o titolo di soggiorno idoneo 📤 Domanda al Comune di residenza entro 6 mesi dalla nascita (o dall'ingresso in famiglia per adozione/affidamento). Vale per ogni figlio: parto gemellare = importo doppio! 👶👶 💡 Esiste anche l'Assegno di maternità dello Stato (art. 75) per lavoratrici atipiche/discontinue con almeno 3 mesi di contributi tra il 18° e il 9° mese prima del parto: si chiede direttamente all'INPS, senza limiti ISEE. 🔗 INPS – Assegno di maternità dei Comuni 🔗 INPS – Aggiornamento importi 2026 (Circolare n. 16/2026)

🩺 Casi particolari da conoscere

  • 🚨 Interdizione anticipata: in caso di gravidanza a rischio o mansioni pericolose, l'astensione può iniziare prima dei 2 mesi (domanda all'ASL per motivi di salute, all'Ispettorato del Lavoro per motivi lavorativi), sempre con indennità all'80%
  • 👶 Parto prematuro: i giorni non goduti prima del parto si aggiungono dopo, senza perdere nulla
  • 🏥 Ricovero del neonato: il congedo può essere sospeso e ripreso alla dimissione del bambino
  • 💞 Adozione e affidamento: stessi 5 mesi di congedo, dall'ingresso del minore in famiglia
  • 😢 Il papà al posto della mamma: in caso di morte, grave infermità della madre o abbandono, il padre ha diritto al congedo di paternità alternativo

📤 Come fare domanda: riepilogo rapido

1️⃣ Dipendenti/agricole/colf/disoccupate: domanda telematica INPS prima dell'inizio del congedo → Portale INPS con SPID, CIE o CNS, oppure tramite patronato (gratuito) o Contact Center 803.164
2️⃣ Autonome e Gestione Separata: domanda INPS dopo il parto (entro 1 anno dalla fine del periodo)
3️⃣ Professioniste con cassa: domanda alla propria cassa previdenziale
4️⃣ Casalinghe: domanda al Comune di residenza entro 6 mesi dalla nascita

📋 Documenti utili: certificato di gravidanza telematico (lo invia il ginecologo all'INPS), codice fiscale del bambino dopo la nascita, IBAN, ISEE (solo per l'assegno comunale).


🔗 Link istituzionali utili

  • 🏛️ INPS – Portale maternità e paternità
  • 📜 Testo Unico D.Lgs. 151/2001 (Normattiva)
  • 🏢 Ministero del Lavoro – Tutela della maternità/paternità
  • 👨‍👩‍👧 Dipartimento per le Politiche della Famiglia

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Abbiamo creato per te un simulatore interattivo: rispondi a poche domande sulla tua situazione lavorativa e scopri subito quanto ti spetta, per quanto tempo e come fare domanda. 🚀 E se la tua situazione è particolare, scrivici: Fattore Famiglia è al fianco delle famiglie piacentine, sempre! ❤️

⚠️ Le informazioni hanno scopo divulgativo e sono aggiornate ad agosto 2026: per il tuo caso specifico rivolgiti a INPS, a un patronato o ai nostri sportelli.


 

 

Monopattini Elettrici - Le Nuove Regole 2026

Monopattini Elettrici: Nuove Regole 2026 - Targa e Assicurazione Obbligatorie

fattorefamiglia Lex Family 16 Maggio 2026
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Lasciare la casa a un figlio e ‘tutelare’ gli altri: come usare (bene) testamento, donazioni e legittima
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Lasciare la casa a un figlio e ‘tutelare’ gli altri: come usare (bene) testamento, donazioni e legittima

Mariano Aliberti Lex Family 14 Maggio 2026

È possibile lasciare la casa a un solo figlio e, allo stesso tempo, tutelare anche gli altri, ma bisogna rispettare le quote previste dalla legge e organizzarsi bene con donazioni e testamento 💼
(principi sulla successione necessaria: artt. 536 ss., 553 ss. c.c.)


1️⃣ Le regole base (senza troppo legalese)

(artt. 536–542 c.c. sui legittimari e sulle quote)

In Italia non possiamo lasciare i beni “a chi vogliamo” al 100%: alcune persone sono protette per legge e hanno sempre diritto a una parte dell’eredità 👨‍👩‍👧‍👦
(art. 536 c.c. – legittimari)

Chi sono i “tutelati” (chiamati legittimari):

  • il coniuge (marito o moglie non divorziati) 💍

  • i figli (tutti, anche di relazioni diverse) 👶👧🧑

  • se non ci sono figli, i genitori 👵👴
    (artt. 536, 538, 540 c.c.)

Il patrimonio, in pratica, si divide in due “blocchi”:

  • quota di legittima: la parte minima che per forza deve andare a coniuge e/o figli;

  • quota disponibile: la parte “libera” che puoi destinare come vuoi (anche a un solo figlio).
    (artt. 536–542, 549, 553–555 c.c.)

Esempio molto semplificato:

  • con 2 o più figli e senza coniuge, i figli insieme hanno diritto almeno a 2/3 del patrimonio, l’altro 1/3 è libero;

  • con coniuge + 2 o più figli, 1/4 spetta al coniuge, 2/4 ai figli, 1/4 è libero.
    (artt. 537, 542 c.c. – quote di figli, coniuge e quota disponibile)

👉 Tradotto: puoi favorire un figlio, ma non puoi togliere agli altri la parte minima che la legge garantisce.
(artt. 536, 537, 540, 542 c.c.; limite alla lesione della legittima)


2️⃣ Gli strumenti: donazione in vita e testamento

(artt. 769 ss. c.c. sulle donazioni; artt. 587 ss. c.c. sul testamento)

Per gestire la casa (e il resto dei beni) hai due grandi strumenti 🧰
Donazione: decidi “adesso”, in vita, di intestare la casa a un figlio davanti al notaio.
Testamento: decidi con un documento che produrrà effetti solo dopo la morte.
(art. 769 c.c. – definizione di donazione; art. 587 c.c. – definizione di testamento)

🧾 Donare la casa oggi a un figlio

(artt. 769 ss., 782 c.c.; collazione e riduzione: artt. 737 ss., 553 ss. c.c.)

Con la donazione, il figlio diventa subito proprietario 🏡
(art. 769 c.c. e forma dell’atto pubblico: art. 782 c.c.)

✅ Vantaggi:

  • chiarisci subito chi è il proprietario;

  • puoi spiegare le tue scelte in famiglia;

  • puoi riservarti l’usufrutto (continui a vivere in casa e a usarla).
    (donazione con riserva di usufrutto: artt. 796, 978 ss. c.c.)

⚠️ Attenzioni:

  • alla tua morte, tutte le donazioni fatte ai figli vengono “messe sul tavolo” per verificare se qualcuno ha preso troppo rispetto agli altri;

  • se la donazione ha intaccato la parte minima spettante agli altri figli, questi possono fare causa per ottenere quanto gli spetta.
    (collazione: artt. 737 ss. c.c.; azione di riduzione: artt. 553–564 c.c.)

✍️ Disporre con testamento

(artt. 587 ss. c.c.; riduzione disposizioni testamentarie: art. 554 c.c.)

Nel testamento puoi:

  • lasciare la casa a un figlio;

  • destinare altri beni o somme agli altri;

  • usare la quota disponibile per dare a un figlio qualcosa in più.
    (artt. 537–542 c.c. sulle quote; art. 588 c.c. su eredi/legati)

✅ Vantaggi:

  • tieni il controllo dei beni fino alla fine;

  • puoi cambiare idea aggiornando il testamento se la situazione cambia.
    (libertà testamentaria entro i limiti di legittima: artt. 587, 549 c.c.)

⚠️ Attenzioni:

  • se la somma casa + altri beni non rispetta le quote di legge, i figli possono impugnare il testamento.
    (azione di riduzione disposizioni testamentarie: art. 554 c.c.)

💡 Spesso la soluzione migliore è un mix:
donare la casa a chi ci vive e, nel testamento, tutelare gli altri con soldi, altri immobili o polizze.
(donazioni + disposizioni testamentarie nel rispetto di legittima: artt. 553–555, 737 ss. c.c.)


3️⃣ Cosa vuol dire davvero “tutelare” gli altri figli

(artt. 536–542, 553 ss., 737 ss. c.c.)

“Tutelare” non significa per forza dare a tutti la stessa cifra, ma garantire almeno la quota minima di legge e mantenere un equilibrio percepito come “giusto” ⚖️
(legittima e libertà sulla quota disponibile: artt. 536 ss., 549 c.c.)

Idee chiave:

  • ogni figlio ha diritto ad una certa percentuale minima del patrimonio;

  • puoi usare la quota disponibile per aiutare di più il figlio che, per esempio, vive con te, si occupa di te o mantiene la casa;

  • se alcuni figli in passato hanno già ricevuto molto (es. casa pagata, attività avviata), è importante tenerne conto nel piano complessivo.
    (quote dei figli: art. 537 c.c.; computo delle donazioni: artt. 553–555, 737 ss. c.c.)

Senza una pianificazione, il rischio è che, dopo la tua morte, i figli si ritrovino a discutere (anche duramente) su cosa sia “giusto” fino ad arrivare a cause in tribunale ⚔️
(tutela giudiziale dei legittimari tramite azione di riduzione e collazione: artt. 553 ss., 737 ss. c.c.)


4️⃣ Step by step: percorso pratico per una famiglia

(principi su pianificazione successoria: artt. 536 ss., 553 ss., 769 ss., 587 ss. c.c.)

STEP 1 – 📋 Fare la fotografia del patrimonio

Prendete un foglio e segnate:
case, terreni;
conti correnti, risparmi, investimenti;
eventuali debiti;
donazioni importanti già fatte ai figli (es. “abbiamo pagato la casa di Tizio”).

Così capite se la casa è “quasi tutto” o solo una parte del patrimonio e quanto margine avete per compensare gli altri.
(per il calcolo della legittima serve il relictum + donatum, detratto il passivo: artt. 556, 553–555 c.c.)

STEP 2 – 📊 Capire le quote di legge nel vostro caso

Domandatevi: chi ci sarà al momento della successione?
c’è il coniuge o uno dei due è vedovo/separato/divorziato?
quanti figli ci sono in totale (anche di precedenti relazioni)?

In base a questo cambiano:
la quota di legittima di ciascuno;
la quota disponibile che potete usare per favorire qualcuno.
(artt. 536–542 c.c. – legittimari e riparto di coniuge e figli)

Per non perdersi nei dettagli, potete farvi spiegare dal notaio: “Nel nostro caso, qual è la quota disponibile?” 👍
(il notaio applica le tabelle derivate dagli artt. 537, 538, 540, 541, 542, 544 c.c.)

STEP 3 – ❤️ Decidere chi deve avere la casa e perché

Chiarite tra voi adulti perché la casa va a quel figlio:
perché ci vive da anni;
perché si prende cura dei genitori;
perché altri figli hanno già ricevuto aiuti importanti.

Mettere per iscritto questa motivazione (anche in modo semplice nel testamento) aiuta i figli, domani, a capire che è stata una scelta ragionata, non una preferenza affettiva.
(motivazione non obbligatoria ma utile; limiti ai pesi sulla legittima: art. 549 c.c.)

STEP 4 – 🧰 Scegliere: donazione, testamento o entrambi

Con un professionista potete valutare:

Donazione della casa al figlio che la deve avere
eventualmente con usufrutto riservato a voi;
sapendo che, se danneggia le quote degli altri, questi potranno far valere i loro diritti.
(donazione: artt. 769 ss. c.c.; usufrutto: artt. 978 ss. c.c.; riduzione e collazione: artt. 553 ss., 737 ss. c.c.)

Testamento
con cui scrivete che la casa va a quel figlio;
e destinate agli altri beni (soldi, altri immobili) per rispettare le loro quote minime.
(testamento: artt. 587 ss. c.c.; riduzione disposizioni lesive: art. 554 c.c.)

Combinazione
donare ora la casa al figlio che ci vive;
riequilibrare gli altri nel testamento con altri beni o somme.
(coordinamento tra donazioni e disposizioni testamentarie nel rispetto della legittima: artt. 536 ss., 553 ss., 737 ss. c.c.)

STEP 5 – 🧮 Verificare i numeri (non solo le intenzioni)

Prima di firmare:
fate una stima realistica del valore della casa;
sommate il valore degli altri beni;
verificate se ogni figlio arriva almeno alla propria quota di legittima.

Se la risposta è “no”, meglio correggere il piano:
aumentando ciò che va agli altri (ad esempio somme di denaro, polizze);
o ridimensionando la donazione/testamento sulla casa.
(calcolo della disponibile e della legittima tramite riunione fittizia: art. 556 c.c. e seguenti)

STEP 6 – 🗣️ Parlare in famiglia (quando possibile)

Se il clima lo consente, è molto utile:
spiegare a grandi linee cosa si sta facendo;
chiarire che l’obiettivo è evitare litigi futuri e non fare preferenze.

Spesso una buona conversazione oggi evita anni di rancori domani.
(non c’è un articolo specifico: è buona prassi suggerita dalla dottrina e dai professionisti)

STEP 7 – 🖊️ Mettere tutto per iscritto in modo corretto

Non basta avere le idee chiare: serve che siano scritte bene.
per la donazione è obbligatorio il notaio;
per il testamento, anche se si può fare a mano, è prudente farlo controllare: una parola sbagliata può creare confusione o conflitti.

Il professionista serve proprio per:
tradurre le vostre volontà in formule giuste;
verificare che non stiate involontariamente togliendo a qualcuno la parte che la legge gli garantisce.
(forma della donazione: art. 782 c.c.; forme del testamento: artt. 602 ss. c.c.)


🔑 Una frase da ricordare

Puoi favorire un figlio (per esempio lasciandogli la casa 🏡), ma devi sempre garantire agli altri almeno la quota di legittima: il segreto è conoscere le percentuali, fare i conti sul patrimonio complessivo e usare con intelligenza donazioni e testamento, senza rimandare tutto al “poi si vede” 💡
(principio generale della successione necessaria: artt. 536 ss., 553 ss. c.c.)


Link normativi e di approfondimento

  • Successione necessaria e legittimari – notaio (ottimo schema pratico con tutte le quote e riferimenti agli articoli)

  • Art. 540 c.c. – Riserva a favore del coniuge (Brocardi)

  • Titolo V – Delle donazioni (testo coordinato)

  • Tabella quota di legittima e quota disponibile (PDF)

  • Riduzione delle disposizioni testamentarie – art. 554 c.c.

  • Successione testamentaria – Ministero della Giustizia

 

Registrazione del Contratto di Locazione: tutele e obblighi

Avv. Francesca Cilli Lex Family 26 Marzo 2026

Registrare un contratto di locazione entro 30 giorni dalla stipula non è solo un obbligo fiscale: è una tutela fondamentale per entrambe le parti. Ignorare questo passaggio può avere conseguenze molto serie.

Leggi tutto: Registrazione del Contratto di Locazione: tutele e obblighi

Rumori e Disturbi del Vicino: quando superano il limite della tollerabilità?

Avv. Francesca Cilli Lex Family 19 Febbraio 2026

Una delle questioni più comuni nella vita condominiale riguarda rumori, odori e schiamazzi provenienti dai vicini. Ma fino a che punto la legge ci impone di tollerarli?

Leggi tutto: Rumori e Disturbi del Vicino: quando superano il limite della tollerabilità?

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