Fattore Famiglia – Il Primo Sportello digitale familiare
  • Chi siamo
  • Eventi
  • Rete FF
  • Aree Tematiche
    • Civis Family
    • Smart Family
    • Lex Family
    • F.A.R.M.A.
    • Sani Family
    • Fisco Family
  • Convenzioni
  • Contatti
Sign In

Sani Family

Sani Family

Rubrica di informazione sanitaria familiare, che raccoglie contenuti chiari e affidabili su tutti gli aspetti della salute in età pediatrica e adulta. Dalle visite dal pediatra ai consulti con gli specialisti, dagli approfondimenti su prevenzione e stili di vita sani ai percorsi di cura nei casi più delicati, la rubrica aiuta i genitori a orientarsi nella gestione quotidiana della salute di tutta la famiglia.

Tuo figlio non ti ascolta? Perché capire il suo comportamento è più importante che punirlo
Featured

Tuo figlio non ti ascolta? Perché capire il suo comportamento è più importante che punirlo

Mariano Aliberti Sani Family 04 Agosto 2026
  • #sanifamily
  • #fattorafamiglia

"Glielo ripeto dieci volte e sembra non sentirmi." "Ogni richiesta diventa una discussione." "Non collabora mai."

Sono frasi che molti genitori si ritrovano a dire, soprattutto quando i bambini sembrano ignorare ogni richiesta o si oppongono anche alle cose più semplici della quotidianità. 😮‍💨

In questi momenti è naturale sentirsi frustrati. La tentazione è pensare che il bambino sia semplicemente disubbidiente o provocatorio.

In realtà, molto spesso, dietro un comportamento c'è molto di più. 💭

Nel video la Dott.ssa Valeria Petracca, psicoterapeuta dell'età evolutiva, spiega perché — prima di concentrarsi su punizioni o obblighi — è importante provare a comprendere cosa sta comunicando davvero quel comportamento.


❓ Quando un bambino non ascolta, è sempre una scelta?

Naturalmente esistono momenti in cui un bambino mette alla prova i limiti o sperimenta la propria autonomia. Ma ci sono anche tante situazioni in cui il problema non è la volontà di "non obbedire".

Può accadere, ad esempio, che il bambino:

  • 😴 sia molto stanco
  • 🎮 abbia difficoltà a interrompere un'attività che lo coinvolge
  • 🔄 faccia fatica a gestire un cambiamento improvviso
  • 🌊 sia sopraffatto da emozioni che non riesce ancora a esprimere con le parole
  • 🤗 abbia bisogno di sentirsi visto e compreso

Per un adulto cambiare attività può sembrare semplice. Per un bambino, invece, passare dal gioco alla cena, dal parco al rientro a casa o dalla televisione al momento della nanna può richiedere uno sforzo emotivo importante.


🔀 Perché alcuni bambini fanno fatica a passare da un'attività all'altra?

Le cosiddette "transizioni" rappresentano uno dei momenti più delicati della giornata.

Molti bambini hanno bisogno di tempo per prepararsi mentalmente a un cambiamento. Se questo avviene in modo improvviso, possono reagire opponendosi, ignorando l'adulto o scoppiando in un pianto. 😢

👉 Non significa necessariamente che siano capricciosi. 👉 Significa che il loro cervello sta ancora imparando a gestire il passaggio da una situazione all'altra.


💔 Dietro un "no" può esserci un'emozione

Quando un bambino si rifiuta di collaborare, spesso l'attenzione dell'adulto si concentra sul comportamento. Ma il comportamento è soltanto la parte visibile.

Sotto possono esserci emozioni come:

  • 😩 stanchezza
  • 😤 frustrazione
  • 😨 paura
  • 🙋 bisogno di attenzione
  • 🌪️ difficoltà nella regolazione emotiva

💡 Per questo motivo chiedersi "Perché sta facendo così?" è spesso più utile che chiedersi "Come faccio a farlo smettere?"


🚫 Punire basta davvero?

Le regole sono importanti, così come è importante che i bambini imparino a rispettarle.

Ma quando ci si limita alla punizione senza comprendere il motivo di un comportamento, si rischia di intervenire solo sulla conseguenza e non sulla causa.

Comprendere non significa giustificare tutto. Significa aiutare il bambino a sviluppare, nel tempo, quelle competenze emotive che gli permetteranno di gestire meglio le proprie difficoltà. 🌱


🤝 Cosa può aiutare un bambino a collaborare di più?

Ogni situazione è diversa e non esistono formule valide per tutti. Tuttavia, alcuni accorgimenti possono facilitare la collaborazione:

  • ⏳ anticipare i cambiamenti ("Tra cinque minuti andiamo via")
  • 📅 mantenere una routine prevedibile
  • 🗣️ utilizzare un tono di voce calmo
  • ❤️ riconoscere le emozioni del bambino prima di richiedere un comportamento
  • ✅ offrire piccole possibilità di scelta quando possibile

Piccoli cambiamenti nel modo di comunicare possono aiutare il bambino a sentirsi più compreso e, di conseguenza, più disponibile alla collaborazione. ✨


👀 Guardare oltre il comportamento

Quando un bambino non ascolta, non collabora o sembra opporsi continuamente, è facile fermarsi a ciò che vediamo.

Ma spesso quel comportamento è il modo migliore che il bambino ha, in quel momento, per comunicare un bisogno che ancora non sa esprimere diversamente.

Guardare oltre il comportamento non significa rinunciare alle regole. Significa provare a capire cosa sta succedendo prima di decidere come intervenire.

Perché, molto spesso, è proprio da questa comprensione che nasce una relazione più serena tra genitori e figli. 💛


🎥 Guarda il video completo con la Dott.ssa Valeria Petracca, psicoterapeuta dell'età evolutiva.

🦷 Sigillatura dei denti nei bambini: un piccolo gesto che protegge il sorriso di domani
Featured

🦷 Sigillatura dei denti nei bambini: un piccolo gesto che protegge il sorriso di domani

Mariano Aliberti Sani Family 07 Luglio 2026
  • #sanifamily

"Ma se il dente è sano, perché intervenire?"

È la domanda che quasi tutti i genitori si fanno quando il dentista propone la sigillatura dei molari. Ed è più che comprensibile: siamo abituati a pensare che si vada dal dentista solo quando c'è già un problema.

Qui invece la logica è diversa 💡: si agisce prima, per evitare che il problema nasca.

Il Dott. Marcello Berni ci spiega perché questo trattamento viene consigliato anche su denti perfettamente sani, come funziona e perché è una delle armi più efficaci contro la carie nei bambini. 👇


🧪 Cos'è la sigillatura dei denti?

È un trattamento preventivo: una sottile resina protettiva viene applicata sulla superficie dei molari permanenti.

✅ Riempie i piccoli solchi naturali del dente ✅ Crea una superficie liscia, facile da pulire ✅ NON cura una carie già presente ✅ Serve a evitare che la carie si formi


🎯 Perché proprio i molari?

I molari permanenti sono tra i denti più importanti della bocca:

🦷 Sono i più usati durante la masticazione 🕳️ Hanno piccoli solchi e fessure (del tutto normali!) 🍞 Questi solchi diventano però un nascondiglio perfetto per placca e residui di cibo

E la verità è questa: anche un bambino che si lava bene i denti fa fatica a raggiungere quegli spazi strettissimi con lo spazzolino. 🪥 Proprio lì, spesso, nascono le prime carie.


🪥 Se il bambino si lava bene i denti, serve comunque?

Sì, assolutamente. 👍

L'igiene orale resta fondamentale, la sigillatura non la sostituisce: le due cose lavorano in squadra 🤝

  • Lo spazzolino → pulisce la maggior parte del dente
  • La sigillatura → protegge i solchi più difficili da raggiungere

Un po' come mettere una protezione in più su una zona particolarmente delicata. 🛡️


⏰ Quando è il momento giusto?

Generalmente subito dopo la comparsa dei primi molari permanenti, cioè intorno ai 6 anni 🎂

Proteggere il dente fin da subito significa intervenire proprio quando il rischio di carie è più alto. Sarà comunque il dentista a valutare il momento migliore per ogni bambino. 👨‍⚕️


😌 Fa male?

No. Zero dolore. 🙅‍♀️

La sigillatura è:

✨ Completamente indolore ✨ Non invasiva ✨ Senza anestesia ✨ Senza trapano ✨ Questione di pochi minuti ⏱️

Il dentista pulisce il dente, applica la resina e la indurisce con un'apposita lampadina. Il bambino può tornare subito a giocare! 🎈


🔁 Quanto dura?

Le sigillature sono pensate per durare nel tempo, ma ai controlli periodici il dentista verifica sempre che siano integre. Se si consumano un po', si possono ripristinare facilmente. 🔧

Per questo le visite di controllo restano importanti! 🗓️


❤️ Un piccolo gesto, uno sguardo al futuro

La maggior parte dei trattamenti odontoiatrici risolve un problema.

La sigillatura ha un obiettivo diverso: fare in modo che quel problema non nasca mai. 🌱

Semplice, veloce, indolore — e capace di proteggere i denti dei nostri bambini proprio nel momento in cui iniziano ad accompagnarli nella crescita.

Perché la prevenzione più efficace è spesso quella che non si nota nemmeno: quella che lascia ai bambini solo il sorriso. 😄🦷✨

Saturimetria notturna: quando è utile e cosa può rivelare sul tuo sonno
Featured

Saturimetria notturna: quando è utile e cosa può rivelare sul tuo sonno

Mariano Aliberti Sani Family 30 Giugno 2026

La saturimetria notturna è un esame semplice, non invasivo e che può essere eseguito comodamente a casa. Nonostante la sua semplicità, può fornire informazioni molto importanti sulla qualità della respirazione durante il sonno e rappresentare un primo passo per individuare eventuali alterazioni che meritano un approfondimento.

Molte persone, infatti, convivono per anni con un sonno poco ristoratore, russamento importante o stanchezza persistente, senza immaginare che dietro questi sintomi possa esserci una causa precisa.

Ma che cos'è esattamente la saturimetria notturna? Quando viene prescritta? E come si svolge?

Nel video, il Dott. Luca Moderato, cardiologo del Centro Berni, spiega in modo semplice come funziona questo esame e perché può essere così utile in alcuni pazienti.

Che cos'è la saturimetria notturna?

La saturimetria notturna è un esame diagnostico che registra, durante tutta la notte, la quantità di ossigeno presente nel sangue (saturazione dell'ossigeno) e la frequenza cardiaca.

L'obiettivo è verificare se, mentre la persona dorme, si verificano cali della saturazione o alterazioni che possono suggerire la presenza di disturbi respiratori notturni.

Per eseguire l'esame viene utilizzato un piccolo saturimetro applicato a un dito della mano, collegato a un registratore portatile che raccoglie i dati durante il sonno.

Puoi eseguirlo comodamente da casa e poi riportare il saturimetro al centro per leggere i dati e capire come proseguire.

A cosa misurare serve la saturimetria notturna?

Durante il sonno la respirazione dovrebbe rimanere regolare e garantire un corretto apporto di ossigeno a tutto l'organismo.

In alcune persone, però, possono verificarsi episodi in cui il flusso d'aria si riduce o si interrompe temporaneamente.

Quando questo accade, la saturazione dell'ossigeno può diminuire e il cuore è costretto a lavorare in condizioni meno favorevoli.

La saturimetria notturna permette quindi al medico di raccogliere informazioni preziose sulla qualità della respirazione notturna e di capire se siano necessari ulteriori approfondimenti diagnostici.

Quando può essere consigliata?

La saturimetria notturna non è un esame da eseguire di routine, ma viene prescritta quando alcuni sintomi o fattori di rischio fanno sospettare un disturbo della respirazione durante il sonno.

Può essere indicata, ad esempio, in presenza di:

  • russamento abituale e intenso;
  • pause respiratorie osservate dal partner;
  • sonnolenza durante il giorno;
  • frequenti risvegli notturni;
  • sensazione di non sentirsi riposati al mattino;
  • cefalea al risveglio;
  • ipertensione arteriosa difficile da controllare;
  • obesità o sovrappeso associati a sintomi respiratori;
  • alcune patologie cardiovascolari o respiratorie che richiedono un monitoraggio più approfondito.

Naturalmente sarà sempre il medico a valutare se questo sia l'esame più indicato oppure se sia necessario ricorrere direttamente ad altre indagini.

La saturimetria notturna serve per diagnosticare le apnee del sonno?

Uno degli utilizzi più frequenti della saturimetria notturna riguarda proprio il sospetto di sindrome delle apnee ostruttive del sonno.

Si tratta di una condizione caratterizzata da ripetute interruzioni della respirazione durante il sonno, spesso accompagnate da russamento, sonnolenza diurna e stanchezza cronica.

La saturimetria può evidenziare la presenza di desaturazioni compatibili con questo disturbo, ma da sola non sempre è sufficiente per formulare una diagnosi definitiva.

In alcuni casi il medico può infatti ritenere opportuno prescrivere esami più completi, come la polisonnografia, che consente di analizzare contemporaneamente diversi parametri del sonno.

Per questo motivo la saturimetria rappresenta spesso un importante esame di primo livello, utile per orientare il percorso diagnostico.

Come si svolge la saturimetria notturna?

Uno degli aspetti più apprezzati dai pazienti è la semplicità dell'esame.

Dopo aver ricevuto il dispositivo, il paziente può tornare a casa e svolgere normalmente la propria serata.

Prima di andare a dormire è sufficiente applicare il saturimetro al dito seguendo le indicazioni ricevute.

Durante tutta la notte il dispositivo registra automaticamente i parametri necessari, senza richiedere alcun intervento.

Il mattino successivo il saturimetro viene rimosso e riconsegnato per consentire al medico di analizzare i dati raccolti.

L'esame si svolge quindi nel proprio ambiente abituale, permettendo di osservare ciò che accade durante una normale notte di sonno.

La saturimetria notturna è dolorosa o presenta rischi?

No. La saturimetria notturna è un esame completamente non invasivo.

Non prevede aghi, farmaci o radiazioni e non provoca dolore.

Per la maggior parte delle persone consiste semplicemente nell'indossare un piccolo sensore al dito durante il sonno.

Perché è importante non sottovalutare i disturbi del sonno?

Russare non significa necessariamente avere un problema.

Così come sentirsi stanchi ogni tanto non è sempre indice di una patologia.

Tuttavia, quando questi sintomi diventano frequenti o si associano ad altri segnali, è importante non ignorarli.

Dormire male per lungo tempo può influire sulla qualità della vita, sulla concentrazione e sulle energie quotidiane.

Inoltre, alcune alterazioni della respirazione notturna possono essere associate a un aumento del rischio cardiovascolare, a difficoltà nel controllo della pressione arteriosa e ad altre condizioni che meritano attenzione.

Per questo motivo, quando il medico sospetta un disturbo del sonno, approfondire con gli esami più appropriati rappresenta un passo importante verso una diagnosi corretta.

Un esame semplice che può fornire informazioni preziose

La saturimetria notturna è un esame poco invasivo, facile da eseguire e capace di raccogliere informazioni molto utili sulla respirazione durante il sonno.

Pur non sostituendo altri esami più approfonditi quando necessari, rappresenta spesso un primo strumento diagnostico prezioso per orientare il medico e individuare eventuali alterazioni che meritano ulteriori accertamenti.

Perché prendersi cura del proprio cuore significa anche prestare attenzione alla qualità del sonno e al modo in cui il nostro organismo respira durante la notte.

 

Neonato stitico e coliche: come l'osteopata può aiutarlo a ritrovare sollievo
Featured

Neonato stitico e coliche: come l'osteopata può aiutarlo a ritrovare sollievo

Mariano Aliberti Sani Family 23 Giugno 2026
  • #sanifamily
  • #osteopatiapediatrica
  • #colicheneonati

Un neonato che si irrigidisce, piange spesso, fatica ad andare di corpo o sembra avere sempre la pancia tesa può mettere in difficoltà qualsiasi genitore.

Le coliche e la stitichezza sono infatti tra i motivi più frequenti per cui mamma e papà chiedono consiglio al pediatra nei primi mesi di vita.

Ma è possibile fare qualcosa per aiutare il bambino a stare meglio?

Nel video, l'osteopata Mirko Zardi spiega come alcune tensioni presenti nel corpo del neonato possano influenzare il benessere dell'apparato digerente e come un trattamento osteopatico possa contribuire a favorire una maggiore regolarità e comfort.

Perché alcuni neonati soffrono di coliche e stitichezza?

Nei primi mesi di vita il sistema digestivo del neonato è ancora immaturo e sta imparando a funzionare.

Per questo motivo possono comparire sintomi come:

  • pancia gonfia e tesa

  • difficoltà nell'evacuazione

  • irritabilità durante o dopo la poppata

  • pianto frequente e apparentemente senza motivo

  • difficoltà a rilassarsi

Nella maggior parte dei casi si tratta di situazioni fisiologiche che tendono a migliorare con la crescita.

Tuttavia, alcuni bambini possono presentare tensioni corporee che contribuiscono a rendere questi disturbi più intensi o persistenti.

Quale legame esiste tra tensioni corporee e intestino?

Il corpo del neonato è un sistema strettamente collegato.

Durante la gravidanza, il parto e le prime settimane di vita possono svilupparsi piccole tensioni in diverse aree del corpo.

Tra quelle che l'osteopata osserva più frequentemente troviamo:

  • tensioni nella zona addominale

  • tensioni lungo il tratto intestinale

  • rigidità a livello del diaframma

  • tensioni nella parte posteriore della testa e della base del cranio

Queste aree sono strettamente connesse con il sistema nervoso e con il corretto funzionamento dell'apparato digerente.

Quando sono presenti restrizioni di mobilità o tensioni eccessive, il bambino può avere maggiore difficoltà a rilassarsi e a trovare un equilibrio funzionale.

Perché l'osteopata valuta anche la testa?

Molti genitori rimangono sorpresi quando durante una valutazione osteopatica viene osservata anche la parte posteriore della testa.

In realtà questa zona ospita strutture importanti per il sistema nervoso autonomo, cioè quel sistema che regola in modo automatico funzioni fondamentali come digestione, respirazione e ritmo intestinale.

Per questo motivo l'osteopata non si concentra esclusivamente sulla pancia, ma valuta il neonato nel suo insieme.

L'obiettivo è individuare eventuali tensioni che potrebbero influenzare il benessere generale del bambino.

Come può aiutare l'osteopatia nei neonati?

L'osteopatia pediatrica utilizza tecniche estremamente delicate e rispettose della fisiologia del neonato.

Attraverso una valutazione globale, l'osteopata ricerca eventuali restrizioni di mobilità e tensioni presenti nelle diverse aree del corpo.

Quando queste tensioni vengono ridotte, molti bambini mostrano una maggiore facilità nel rilassarsi, una migliore gestione delle coliche e una maggiore regolarità intestinale.

È importante sottolineare che l'osteopatia non sostituisce il pediatra e non rappresenta una cura per le coliche o la stitichezza.

Può però rappresentare un valido supporto all'interno di un percorso di benessere più ampio.

Quando può essere utile una valutazione osteopatica?

Una valutazione osteopatica può essere presa in considerazione quando il neonato:

  • soffre frequentemente di coliche

  • presenta difficoltà nell'evacuazione

  • tende a irrigidirsi spesso

  • manifesta disagio durante la digestione

  • appare particolarmente irrequieto o difficile da calmare

Naturalmente ogni bambino è diverso e merita una valutazione personalizzata.

Un aiuto delicato per ritrovare equilibrio

Quando un neonato sta male, spesso tutta la famiglia vive momenti di stanchezza e preoccupazione.

Per questo è importante sapere che esistono approcci che possono aiutare a supportare il suo benessere in modo delicato e rispettoso.

Attraverso una valutazione globale del corpo, l'osteopatia pediatrica può contribuire a individuare e ridurre tensioni che potrebbero influenzare il comfort del bambino, aiutandolo a ritrovare maggiore serenità nella quotidianità.

Perché prendersi cura di un neonato non significa guardare soltanto un sintomo, ma comprendere il suo benessere nel suo insieme.

 

Denti da latte: perché è importante curarli anche se devono cadere
Featured

Denti da latte: perché è importante curarli anche se devono cadere

Mariano Aliberti Sani Family 16 Giugno 2026

“Tanto sono denti da latte.”
È una frase che moltissimi genitori pensano almeno una volta. In fondo, se un dente è destinato a cadere e a essere sostituito da uno definitivo, viene spontaneo chiedersi: perché dovrei preoccuparmi così tanto di curarlo?

La realtà è che i denti da latte hanno un ruolo fondamentale nella crescita e nello sviluppo del bambino, sia dal punto di vista fisico che relazionale. Proprio per questo, quando si ammalano o sviluppano una carie, non andrebbero mai sottovalutati. Nel video, il Dott. Marcello Berni spiega in modo chiaro perché i denti da latte meritano attenzione e cura, esattamente come quelli permanenti. 🎥


Perché i denti da latte sono così importanti? 🌱

I denti da latte sono i primi compagni di viaggio del bambino nella sua crescita. Non sono una semplice “versione provvisoria” dei denti definitivi, ma strutture vive e funzionali, con compiti ben precisi:

  • Permettono al bambino di masticare correttamente, aiutandolo a mangiare senza difficoltà e a seguire un’alimentazione adeguata. 🍎

  • Contribuiscono allo sviluppo del linguaggio, in particolare alla corretta pronuncia di molti suoni. 🗣️

  • Hanno un ruolo fondamentale nella socialità e nell’autostima: poter sorridere, parlare e stare con gli altri senza dolore o fastidi fa parte del benessere quotidiano del bambino. 😊

Per questo la salute dei denti da latte non riguarda solo la bocca, ma il benessere generale del bambino: corpo, emozioni e relazioni sono strettamente collegati.


Il loro compito più importante: fare spazio ai denti definitivi 📏

C’è una funzione dei denti da latte che spesso i genitori non conoscono: fanno da “segnaposto” per i denti permanenti.

Possiamo immaginarli come piccoli segnaposto ordinati lungo l’arcata dentale:
finché rimangono sani e al loro posto, mantengono lo spazio necessario e guidano la crescita della bocca, aiutando i denti definitivi a erompere nella posizione corretta.

Se però un dente da latte viene perso troppo presto a causa di una carie o di un’infezione:

  • i denti vicini tendono a spostarsi

  • lo spazio si riduce o si chiude

  • l’eruzione del dente definitivo può diventare più difficile e irregolare

Questo può favorire la comparsa di problemi ortodontici negli anni successivi (denti affollati, storti, spostati).

Ecco perché, quando possibile, l’obiettivo del dentista pediatrico è conservare il dente da latte e permettergli di svolgere il suo lavoro fino al momento naturale della caduta. ⏳


Carie nei denti da latte: cosa succede se non vengono curate? ⚠️

Una delle domande più frequenti è: “Ma se la carie è su un dente da latte, è davvero così grave? Tanto cadrà…”

In realtà una carie, se trascurata, continuano a progredire. All’inizio può essere silenziosa:

  • il bambino potrebbe non lamentare dolore

  • il genitore potrebbe non notare nulla a occhio nudo

Con il tempo, però, la situazione può peggiorare:

  • dolore durante i pasti

  • difficoltà a masticare da un lato

  • irritabilità, pianto, fastidio soprattutto la sera o la notte

  • nei casi più avanzati, infezioni, gonfiore e problemi che richiedono interventi più complessi

Aspettare che il bambino abbia male per intervenire significa di solito trovarsi davanti a una situazione più avanzata e più difficile da gestire, sia per il dentista che per il piccolo paziente.

Prendersi cura dei denti da latte significa evitare dolore, infezioni e trattamenti più invasivi in futuro.


Esiste una cura uguale per tutti? Assolutamente no 👶👧🧒

Uno dei punti chiave dell’odontoiatria pediatrica è la personalizzazione. Ogni bambino è unico.

Cambiano:

  • l’età

  • il livello di collaborazione

  • la posizione della carie

  • quanto è estesa la lesione

  • il momento della crescita in cui il bambino si trova

Per questo non esiste una soluzione standard valida per tutti.
L’obiettivo del professionista è individuare il percorso più adatto al singolo bambino, cercando di essere il più conservativo possibile e di preservare il suo benessere.

Questo significa scegliere:

  • la tecnica più adatta

  • i tempi giusti

  • un approccio che tenga conto anche delle emozioni e delle paure del bambino


Ozonoterapia: un aiuto delicato nelle carie iniziali 🌬️

Quando una carie viene intercettata nelle sue fasi iniziali, oggi abbiamo a disposizione strumenti che permettono di intervenire in modo molto delicato. Uno di questi è l’ozonoterapia.

Di cosa si tratta?

  • È una metodica non invasiva e indolore.

  • Utilizza l’ozono per trattare alcune carie iniziali, soprattutto nei denti da latte.

  • Non prevede rumori, vibrazioni o procedure che possono spaventare i più piccoli.

Per questi motivi è particolarmente apprezzata nei bambini più piccoli o nei pazienti più sensibili. ✨

Naturalmente non è indicata in tutti i casi:
la sua efficacia dipende dal tipo di lesione e dal momento in cui viene intercettata. E qui entra in gioco un aspetto fondamentale: la prevenzione.


Perché i controlli periodici fanno davvero la differenza 🩺

Molte situazioni che, se trascurate, richiedono trattamenti complessi, nascono da problemi inizialmente semplici. Una piccola carie scoperta per tempo può essere gestita:

  • con approcci più conservativi

  • con interventi più brevi e meno invasivi

  • con tecniche più soft e meglio tollerate dal bambino

I controlli periodici non servono solo a “vedere se va tutto bene”, ma soprattutto a:

  • intercettare i problemi quando sono ancora piccoli

  • scegliere le soluzioni più semplici e delicate

  • programmare eventuali interventi in modo sereno, senza emergenze

In questo modo, il dentista pediatrico può davvero fare la differenza nel percorso di salute orale del bambino. 🌈


Un investimento sul futuro del bambino 🌟

Prendersi cura dei denti da latte significa prendersi cura della crescita globale del bambino:

  • aiutarlo a mangiare bene

  • sostenerlo nello sviluppo del linguaggio

  • favorire una bocca sana e funzionale

  • costruire un rapporto positivo con il dentista e con la propria salute orale

È vero: i denti da latte sono temporanei.
Ma il loro ruolo nella crescita di un bambino è tutt’altro che provvisorio.

Le scelte che facciamo oggi sulla loro salute possono influenzare il sorriso, il benessere e la qualità di vita del nostro bambino negli anni a venire. 💖

Bambini, tablet e telefoni: il problema non è solo “quanto tempo” passano davanti allo schermo
Featured

Bambini, tablet e telefoni: il problema non è solo “quanto tempo” passano davanti allo schermo

Mariano Aliberti Sani Family 26 Maggio 2026
  • #sanifamily
  • #benesserepsicologico
  • #pattidigitali

Tablet, telefoni e schermi fanno ormai parte della quotidianità di ogni famiglia.

E diciamolo: in alcuni momenti possono sembrare anche un piccolo aiuto.
Al ristorante, in auto, nei momenti di attesa o quando siamo stanchi e abbiamo bisogno di qualche minuto per gestire tutto.

Ma quando un bambino reagisce con rabbia, urla o frustrazione appena il dispositivo viene tolto, la domanda importante da farsi non è soltanto: “Quanto tempo passa davanti allo schermo?”, ma anche: “Perché in quel momento ne ha così bisogno?”

Nei bambini piccoli non si parla ancora di vera dipendenza

Questo è un aspetto importante da chiarire. Nei bambini più piccoli spesso non si parla ancora di dipendenza vera e propria, ma di un utilizzo che può diventare molto frequente come risposta automatica a determinate emozioni o situazioni.

Noia, stanchezza, attesa, bisogno di calmarsi.

Il rischio non è solo il tempo davanti allo schermo, ma il fatto che il dispositivo diventi l’unico modo per “spegnere” alcune emozioni.

Il rischio? Perdere alcuni “allenamenti emotivi” fondamentali

Crescere significa anche imparare gradualmente:

  • ad aspettare

  • a tollerare la noia

  • a inventare giochi

  • a stare in situazioni non sempre stimolanti

  • a gestire piccole frustrazioni.

Sono allenamenti importantissimi per lo sviluppo emotivo dei bambini.

Se ogni momento vuoto viene riempito automaticamente da uno schermo, il bambino rischia di avere sempre meno occasioni per sviluppare queste competenze in modo naturale.

Pensiamo ai momenti più comuni della giornata… 

Succede molto spesso:

  • durante una cena al ristorante

  • nei viaggi in auto

  • mentre il genitore finisce qualcosa

  • nei momenti di attesa.

Il dispositivo arriva rapidamente perché funziona subito: distrae, calma, intrattiene.

E questo non significa essere “genitori sbagliati”, ma semplicemente vivere una difficoltà molto comune oggi.

Proprio per questo è importante fermarsi ogni tanto a osservare non solo quanto il bambino utilizza il dispositivo, ma anche quando e perché lo cerca.

Da dove possiamo partire, oggi, come genitori?

Non serve demonizzare telefoni o tablet. L’obiettivo non è eliminare completamente questi strumenti (un cartone animato ogni tanto non è un problema)  ma aiutare i bambini a costruire un rapporto più equilibrato con il loro utilizzo.

E il primo passo è proprio questo: capire quali emozioni stanno cercando di gestire attraverso lo schermo.

Perché solo così possiamo aiutarli gradualmente a trovare anche altre risorse:

  • il gioco

  • la creatività

  • il dialogo

  • l’attesa

  • la capacità di stare nelle emozioni senza evitarle subito.

Nel video di oggi la Dott.ssa Valeria Petracca, psicoterapeuta dell’età evolutiva, ci accompagna nella comprensione di:

  • perché i bambini cercano così tanto telefoni e tablet

  • quali segnali osservare come genitori

  • perché non conta solo il tempo davanti allo schermo

  • quali emozioni spesso i bambini cercano di “spegnere”

  • come aiutarli gradualmente a costruire un rapporto più sano con i dispositivi digitali.

 

Sanifamily playlist

Il primo sportello digitale dedicato alle famiglie

Il primo sportello digitale dedicato alle famiglie
Un click che informa, supporta e semplifica
Associati

Pagina 1 di 2

  • 1
  • 2
Image

Associazione

Chi siamo
Eventi
Rete FF
Convenzioni
Contatti

Aree Tematiche

  • Civis Family
  • Smart Family
  • Lex Family
  • F.A.R.M.A.
  • Sani Family
  • Fisco Family
Copyright Fattore Famiglia © 2026 - Fattore Famiglia APS , Via Galileo Galilei 15h — 29122 Piacenza (PC) ,Tel. 351 436 6266 Email info@fattorefamiglia.it
  • Chi siamo
  • Eventi
  • Rete FF
  • Aree Tematiche
    • Civis Family
    • Smart Family
    • Lex Family
    • F.A.R.M.A.
    • Sani Family
    • Fisco Family
  • Convenzioni
  • Contatti