Tablet, telefoni e schermi fanno ormai parte della quotidianità di ogni famiglia.
E diciamolo: in alcuni momenti possono sembrare anche un piccolo aiuto.
Al ristorante, in auto, nei momenti di attesa o quando siamo stanchi e abbiamo bisogno di qualche minuto per gestire tutto.
Ma quando un bambino reagisce con rabbia, urla o frustrazione appena il dispositivo viene tolto, la domanda importante da farsi non è soltanto: “Quanto tempo passa davanti allo schermo?”, ma anche: “Perché in quel momento ne ha così bisogno?”
Nei bambini piccoli non si parla ancora di vera dipendenza
Questo è un aspetto importante da chiarire. Nei bambini più piccoli spesso non si parla ancora di dipendenza vera e propria, ma di un utilizzo che può diventare molto frequente come risposta automatica a determinate emozioni o situazioni.
Noia, stanchezza, attesa, bisogno di calmarsi.
Il rischio non è solo il tempo davanti allo schermo, ma il fatto che il dispositivo diventi l’unico modo per “spegnere” alcune emozioni.
Il rischio? Perdere alcuni “allenamenti emotivi” fondamentali
Crescere significa anche imparare gradualmente:
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ad aspettare
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a tollerare la noia
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a inventare giochi
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a stare in situazioni non sempre stimolanti
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a gestire piccole frustrazioni.
Sono allenamenti importantissimi per lo sviluppo emotivo dei bambini.
Se ogni momento vuoto viene riempito automaticamente da uno schermo, il bambino rischia di avere sempre meno occasioni per sviluppare queste competenze in modo naturale.
Pensiamo ai momenti più comuni della giornata…
Succede molto spesso:
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durante una cena al ristorante
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nei viaggi in auto
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mentre il genitore finisce qualcosa
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nei momenti di attesa.
Il dispositivo arriva rapidamente perché funziona subito: distrae, calma, intrattiene.
E questo non significa essere “genitori sbagliati”, ma semplicemente vivere una difficoltà molto comune oggi.
Proprio per questo è importante fermarsi ogni tanto a osservare non solo quanto il bambino utilizza il dispositivo, ma anche quando e perché lo cerca.
Da dove possiamo partire, oggi, come genitori?
Non serve demonizzare telefoni o tablet. L’obiettivo non è eliminare completamente questi strumenti (un cartone animato ogni tanto non è un problema) ma aiutare i bambini a costruire un rapporto più equilibrato con il loro utilizzo.
E il primo passo è proprio questo: capire quali emozioni stanno cercando di gestire attraverso lo schermo.
Perché solo così possiamo aiutarli gradualmente a trovare anche altre risorse:
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il gioco
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la creatività
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il dialogo
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l’attesa
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la capacità di stare nelle emozioni senza evitarle subito.
Nel video di oggi la Dott.ssa Valeria Petracca, psicoterapeuta dell’età evolutiva, ci accompagna nella comprensione di:
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perché i bambini cercano così tanto telefoni e tablet
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quali segnali osservare come genitori
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perché non conta solo il tempo davanti allo schermo
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quali emozioni spesso i bambini cercano di “spegnere”
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come aiutarli gradualmente a costruire un rapporto più sano con i dispositivi digitali.