Detrazioni figli a carico 2026: come evitare errori e non perdere soldi

Detrazioni figli a carico 2026: come evitare errori e non perdere soldi

Negli ultimi anni, con l’introduzione dell’Assegno Unico, il sistema delle detrazioni fiscali per i figli a carico è cambiato profondamente. Molte famiglie rischiano di accorgersi troppo tardi di aver perso il diritto alle detrazioni, trovandosi con conguagli negativi nel modello 730.

Facciamo chiarezza su chi ne ha ancora diritto, quali sono i limiti da rispettare e come evitare brutte sorprese.

Cosa è cambiato con l’Assegno Unico

Dal 2022, l’Assegno Unico Universale ha sostituito le detrazioni IRPEF per i figli fino ai 21 anni. Questo significa che:

  • Non spettano più detrazioni fiscali per figli fino a 21 anni.

  • Il sostegno economico è garantito tramite l’Assegno Unico.

Le detrazioni IRPEF restano invece attive solo in specifici casi.

A chi spettano oggi le detrazioni

Attualmente, è possibile beneficiare delle detrazioni per figli a carico solo nelle seguenti situazioni:

  • Figli di età compresa tra 21 e 30 anni.

  • Figli con disabilità accertata ai sensi della Legge 104/1992 (senza limiti di età).

Questa distinzione è fondamentale: molte famiglie continuano a indicare figli non più detraibili, generando debiti fiscali.

Quando un figlio è fiscalmente a carico

Per poter usufruire delle detrazioni, il figlio deve essere considerato fiscalmente a carico. Questo dipende esclusivamente dal reddito annuo del figlio.

I limiti da rispettare sono:

  • Fino a 24 anni: reddito massimo di 4.000 euro annui.

  • Oltre i 24 anni: reddito massimo di 2.840,51 euro annui.

Attenzione: il superamento anche minimo di queste soglie comporta la perdita totale della detrazione per l’intero anno fiscale.

Un esempio pratico:
Uno studente universitario di 23 anni che svolge un lavoro stagionale e guadagna 4.100 euro in un anno non è più fiscalmente a carico. Il genitore perde completamente la detrazione, anche se il superamento è di soli 100 euro.

Quanto vale la detrazione

La detrazione teorica massima è pari a 950 euro annui per ciascun figlio, ma l’importo effettivo varia in base al reddito del genitore.

Indicativamente:

  • Con un reddito di 20.000 euro: circa 850 euro di detrazione.

  • Con un reddito di 28.000 euro: circa 700 euro.

  • Con un reddito di 40.000 euro: circa 400 euro.

Per i figli con disabilità sono previste maggiorazioni e condizioni più favorevoli, oltre all’assenza di limiti di età.

Gli errori più comuni

Molti problemi nascono da disattenzioni o informazioni non aggiornate. Gli errori più frequenti sono:

  • Non aggiornare il modulo delle detrazioni in azienda.

  • Non considerare piccoli redditi dei figli (stage, lavoretti, collaborazioni).

  • Continuare a indicare figli sotto i 21 anni tra i familiari detraibili.

  • Non comunicare variazioni durante l’anno.

Queste situazioni portano spesso a conguagli negativi nel 730 o in busta paga.

Come evitare brutte sorprese

Per non rischiare di dover restituire somme anche consistenti, è importante adottare alcune semplici precauzioni:

  • Verificare ogni anno i redditi effettivi dei figli.

  • Controllare la corretta compilazione del modulo detrazioni consegnato al datore di lavoro.

  • Comunicare tempestivamente ogni variazione (età, reddito, situazione familiare).

  • Fare un controllo preventivo prima della dichiarazione dei redditi.

Serve aiuto? A chi rivolgersi

Se hai dubbi sulla tua situazione fiscale o vuoi evitare errori, è sempre consigliabile confrontarsi con un professionista.

Puoi rivolgerti a:

Studio Campagnoli Luca
Telefono: 0523/606954 (dal lunedì al venerdì, 8.30 – 12.30)
WhatsApp (solo messaggi): 388/4662288

Per approfondire:
https://www.studiocampagnoli.it/detrazioni-per-figli-a-carico/